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January 29 tutto si tieneehi! l'ho rifatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!! risultato decisamente mariadefilippiesistenziale, una cosa del tipo "che-che-che nnnesciarà di noi". ma poteva risultare di peggio. avevo una mezza idea di sbattervi in faccia un tralcio eliotiano. simposio poetico. vigneto dell'ubi consistam di ogni divagazione spirituale, che tanto trascende quanto più è radicata dentro di noi. ah, il vino! ma non si può poetare soli, e via internet non sarei riuscita a costringervi adeguatamente. se qualcuno mi dice ancora che sono pallosa potrei incazzarmi e tirargli in testa un'enciclopedia filosofica! o una bottiglia di rosso di montalcino! ma non via internet. che guaio. mi limiterò al banale intento che pervadeva le mie obnubilate sinapsi ieri sera. ovverosia l'explicatio della mia ultima citazione preferita. tout on tiens, mia sorella sostiene si scriva. quantunque potessimo scegliere le pedine che comporranno la partita mai giocata della nostra vita, non potremo mai liberarcene, gettarle via. sempre rimarranno pezzi in movimento, le persone che crediamo di accantonare continueranno a plasmare i nostri ricordi, variando quelli che noi abbiamo di loro, costruendo su se stessi la proiezione che noi, cambiando, proiettiamo sul nostro passato. e di questo è continuamente intrisa ogni nostra azione, fondamento imprecindibile al presente. e nel contempo da esso modificato. il tempo passato e il tempo futuro, ciò che poteva essere e ciò che è stato, tendono ad un solo fine, che è sempre presente (fregati! t.s.eliot, four quartets, burnt norton). spesso non c'è quindi alcuna valutazione morale nel nostro rapporto con le persone. possiamo amarle, possiamo odiarle, a seconda di questo credere di averle amate od odiate. e credere che le ameremo o le odieremo. ma ormai nel loro eterno plasmarsi sono diventate nella loro proiezione parte di noi, e la loro immagine non può sussistere senza la loro presenza. e rimangono con noi, ed è inconoscibile quello che loro ci lega, come ciò che lega a noi stessi le stesse inclinazioni di cui siamo fatti. molte delle 100.000 personalità che abbiamo sono di altri. e forse sono più nostre di quelle che riteniamo tali. sono ancora qui...ci riprovo, scriviamo sotto l'effetto di alcoolici. è pessimo, poi risulto a me stessa con evidenza una persona banale. già lo penso, perchè sbattermelo in faccia in questo modo indelicato?? bah, posso permettermelo. ho appena trascorso un'ottima serata. il primo sabato che rientro ad un'ora papabile come rientro degno di un quindicenne. un allegro, simpatico, spensierato, comunistello cannaiolo quindicenne. tale mi son sentita tutta la sera. "vecio caSSo figa".. "andom gnari beviamo fumiamo".. la caratteristica tipica di ogni ragazzo maschio intelligente sensibile carino, quando lo ravvicini ad un numero congruo di suoi consimili sembra di essere alla sagra del capraio. ed è bellissimo!! patto non scritto per l'inconsapevolezza. mi va bene, quando è volontaria! è una forma di presa di coscienza superiore. è nostalgica e dolorosa.. e finirà presto. solo l'anno prossimo non avrò più del 90% dei conoscenti che vanto al liceo. qualche anno e vivrò guardando ai trenta. chissà se rimpiangerò obbiettivamente.. per rimpiangere e basta, so già che lo farò, sono la struggente nostalgia fatta persona. altro che i festival revival anni '60-'70-'80-'90. pur avendo partecipato ad una percentuale esigua di questo felice tempo giovanil, lo rimpiango in toto e anche di più.. riesco ad aver nostalgia del presente! e non la perderei per nulla al mondo, persino accetto di crescere in cambio. ma non smetterò mai di sentirmi piccola, e nel contempo troppo grande. nessuno di chi prese parte alla mia vita sarà mai da me legittimato ad andarsene! questa è una responsabilità che non sarei in grado di sopportare se fossi in eterno inconsapevole. ma non lo è nessuno.... January 26 tempo.there will be time.
in a minute there is time
for decisions and revisions wich a minute will reverse.
(the love song of j.alfred prufrock, t.s. eliot)
tempo per ciò che non abbiamo fatto, e che faremo.
che vogliamo fare, e che ci siamo illusi di non aver fatto volontariamente, per poter nutrire l'illusione che avremmo potuto farlo.
towards the door we never opened
into the rose-garden.
(burnt norton, t.s. eliot)
volendo consacrare la volontà all'arte, attendiamo di obliare il presente per vivere, dimentichi, passato e futuro. ma ci accorgiamo che non esiste un'ulteriore forma temporale su cui porre le fondamenta del tempio dello spirito. di cui non giungeremo mai a battere alle porte. tutto passa
panta rei. non ci bagnamo mai due volte nello stesso fiume
(frammenti, eraclito)
e invece resta uguale, per l'eterità. non c'è niente che non sia per sempre
(non è per sempre, afterhours)
epifania di salvezza! il serpente del pastorello dioniso si morde la coda.
rinascita!
oh, fratelli, udii un riso che non era di uomo, -e ora mi consuma una sete, un desiderio nostalgico, che mai si placa.
(così parlò zarathustra, f.w. nietzche)
nostalgia di ciò che non possediamo. che non è parte di noi perchè non lo è stato e non lo sarà. e allora due strade:
essere anzichè possedere. annullamento individuale. volontà ultima che annulla la volontà. ricongiungimento del dolore alla sua negazione.
e precipitarono, nella morte avvinti.
(il trionfo della morte, g. d'annunzio)
o, la sua negazione. l'affermazione dell'individuo nel possesso del mondo. della poesia. tempio dell'arte l'eterna mutazione del tempo, la vita.
ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
meravigliosa come a volte ciò che sembra e non è
(quello che non c'è, afterhours)
è così ovvio a volte.
la via che sale e la via che scende sono la stessa cosa.
(frammenti, eraclito)
queste più o meno le tappe letterarie del mio cammino nel tempo, senza respirare, verso l'arte. ora rivedo indietro il passato, diverso. guardo al futuro, diverso. e rimango tra le bianche braccia della donna di goethe
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