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January 16 del perchè frocyo è meglio che eteroavrei voluto che dopo mesi di silenzio questo fosse un intervento risolutore. un'illuminazione per gli occhi di tutti. ma è solo un flash dettato dal momento. in effetti non so perchè stasera scrivo, non ne avevo neanche voglia. un po'come quando fumo una sigaretta-
poi che stamattina trovai in cattolica un fogliettino culturalreligioso in cui si sbrigava in due righe la giustificazione dell'avversione alle coppie gay come ovvia eticamente biologicamente e razionalmente, mi piace ora di deliziarmi sulle righe di un trattatello di mezza pagina d'una lode alla frociaggine quale condizione migliore di quella di colui che scrisse ciò di cui sopra.
motivazioni che mi si affacciano agli occhi, uno spunto di contro all'ovvia semplicità del misterioso tizio che oggi mi ha fatto tanto indignare.
l'immagine del gay come dandy decadente
quando le luci della pista ormai languono, i seni sfatti e cadenti della transessuale della serata mostrano la loro artificialità stanca, quando i lustrini sul pavimento si sciolgono nel sudore, nell'alcool e nello sperma rigettato a fiotti.
così lou reed si sparava ancora e ancora una fiala nel cervello.
siccomechè la sua etica, la sua scienza e la sua razionalità sono offuscate, mi muoverò sul piano estetico, preservandomi perciò dal dover prestare attenzione a noiose coesioni di senso e coerenza. l'estetica si autoimpone. non deve dimostrare nulla quanto dare sfoggio di se stessa. ah, il logos. che barba.
mi frullavano in mente una mescolanza di concetti, immagini letterarie, ricordi. la complessità del rapporto dell'argomento con il mio immaginario è molto ampia. potrebbe esserlo solo un minimo di più per chi la liquida in tre parole.
ogni paragrafo di cui qui sotto costituisce un flash su varie ma lui, tratto nella dolceamara consolazione di un vodkalemon, languisce stanco, la mente ormai lontana dalla schiavitù delle membra; il corpo, splendido, ornato e lucente, giace abbandonato come il soldato glorioso delle elegie dello spartano tirteo: morto e bellissimo.
ed i suoi compagni d'eteria (sinceramente buffo come oggi suoni l'etimologia della parola) allora ne sollevano il corpo sulle loro braccia tornite, e la sua molle grazia ne risulta ancora più bella. l'estasi colpisce i compagni, che nei giochi e negli scherzi giovanili concedono a se stessi il piacere di toccarlo, premerlo, leccarlo.
è un intrecciarsi di corpi, nell'impossibilità della fusione delle anime, quello che lega questi rapporti carnali. la carne ha sete di membra fresche, giovani. la mente è lontana, poichè il corpo non sarà giovane a lungo.
una sete inestinguibile, un fuoco che vibra consumando a gara più velocemente i suoi ardori, nello specchio fingendosi immortale.
narciso deve usare il suo corpo il prima possibile, perchè presto annegherà. deve consumarlo, perchè prima lo farà il tempo.
sterile, sottratto alla generazione -al terrestre circolo di morte e di vita- l'uomo si fa eroe, portatore di una tracotanza che verrà pagata con la lacerazione eterna. un prometeo individuale, che paga per sè le sue colpe.
al di là dello specchio, il vecchio canuto, emblema di una saggezza mai raccolta, perduta la giovinezza rimane solo strumento alla glorificazione altrui, e non può sottrarsi all'avido desiderio delle forme che aveva sue, che aveva così adorato da ricercare negli altri solo per superarle e vincerle.
la consorteria come consapevolezza della solitudine
in genere la minoranza possiede coesione maggiore del gruppo dominante, come strumento di difesa necessario.
pertanto fin da subito il gay può apprendere la vacuità delle associazioni umane.
i gay tra di loro vanno d'accordo così come potrebbero fare degli etero per il solo fatto di essere tali. solo che non hanno mai necessitato di un arcietero per non dovere subire discriminazioni.
grazie a questa necessità di sopravvivenza, il gay imparerà a valutare qualunque altra istituzione umana che non si dica avente lo stesso fine, scoprendolo invece sotto spoglie di mentite altre intenzioni. così i gruppi di volontariato, le associazioni religiose, sportive, culturali: il valore è tale quando proclamato dalla massa, quello individuale svanisce.
il gay dopo un po'lo capisce e dismette il suo orgolglio sgaio per ritornare a quello di se stesso. gli etero forse dopo. forse mai. sempre che non siano negri, o cinesoidi, o albini. magari poi si stufano di lottare per un nome.
il conflitto pirandelliano come rinascita dell'io
la proiezione dell'immagine di sè nel propio amante, nonchè il continuo confronto di questa con gli altri nell'interrogativo sulla propria individualità, comporta un interrogativo costante sulla scelta, sul valore, sulla volontà. ed è nell'abbandono della misura umana, cioè la proiezione familiare, che si misura la volontà del singolo.
il gay si trova quindi da subito in una necessità di riflessione profonda sul senso reale del proprio io e del proprio destino, comprendendo l'assurdo del cammino di vita che gli altri percorrono "normalmente": un'attrazione biologica tra uomo e donna che si eleva al rango di amore solo per virtù umana? la cieca obbedienza a donare la vita a chi la prosegua per conto nostro, una giovinezza non più nostra partorita dai propri fianchi?
destino meccanico..? necessario per fondare quanto di spirituale vi si riflette?
esibizionismo e repressione
componenti fondamentali per la crescita di un individuo di grande sensibilità, che mostri credito o debiti nei confronti del mondo esterno, col quale interagisca più profondamente per colmare questi due squilibri causati da una società immatura. dal conflitto interiore nascono le anime più grandi, sacrificate al mondo per non essersi potute replicare sulla terra. poeti, artisti, musicisti.
mancano i capitoli di "lesbica sadomasochista" e "village people" ma verranno aggiunti in seguito. ovvero mai più. January 06 DAMN UUUUUUU U U Ucome si può desumere dalle foto dalla 00 187 in poi, sono stata a letto con katie sketch.
niente di che. |
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