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February 27 Spirito Assoluto"IL PRESUPPOSTO EPISTEMOLOGICO" la coincidenza tra realtà - pensiero - linguaggio caratteristica essenziale del panlogismo hegeliano è data dalla coincidenza tra realtà-pensiero-linguaggio. la realtà sensibile è determinata dall'esplicazione dello Spirito ed è pensabile in quanto hegel afferma che "ciò che è reale è razionale; ciò che è razionale è reale". con questa affermazione si sottolinea la coincidenza tra essere e pensiero valorizzando il primato della ragione (principio ontologico-metafisico) su ogni forma di conoscenza che tende all'episteme. infatti la verità in hegel non è nient'altro che l'essenza delle cose ossia il geist presente in ogni ente. il processo d'incarnazione del principio è necessario in quanto, privo delle proprie esplicazioni, l'assoluto sarebbe vuoto, privo di significato, astratto e fine a se stesso. l'universale deve essere necessariamente concreto per essere compreso prima dal pensiero e poi descritto dal linguaggio: deve quindi necessariamente manifestarsi nell'ambito del reale, nei fenomeni, nella storia, in tutto. la ragione è in grado di cogliere l'assoluto in quanto fondamento dei fenomeni: non dimentichiamo che la vera indagine è per hegel il possesso della verità conseguibile dopo l'analisi delle cause che stanno alla base dei fenomeni. la coincidenza tra realtà-pensiero-linguaggio è data anche dal fatto che, nel panlogismo hegeliano, soggetto (la ragione dello Spirito) ed oggetto (il reale) sono la medesima cosa: logica ed ontologia coincidono in quanto lo Spirito è nelle cose e ne costituisce l'essenza. ma gente.. guardate che io mica ci credo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! February 26 idiotequeieri non sono andata a ballare. sto ascoltando queen/r:-) of chinatown di amanda lear. recupero il tempo minimo che congenitamente devo spendere nell'alienazione atemporale (preferibilmente, un melange interstilistico tra la produzione musicale più kitsch degli ultimi quarant'anni -ah! quanto sono vicini i '60) di una discoteca gay: minimo quattro/sei ore al mese.
ma non adesso, per me. dopo mesi di teorizzazione dell' inconsapevolezza volontaria, dell'annullamento schopenaueriano della volontà, di ogni principio di partecipazione alla vita, del distacco epicureo, della morte del carpe diem, la pura semplice invitta noia mi ha salvato dal naufragio cui volevo autovotarmi. e stanotte ero in un cascinale, un vitellino mi stava succhiando le dita. ho le scarpe completamente infangate, l'odore di fieno ancora nei vestiti. dopo una serata passata a parlare-parlare-parlare. e posso dirmi: idiota. come ho fatto a negare per così lungo tempo di avere un bisogno folle di tutto questo? di aprire gli occhi. cazzo, è tutto lì davanti. più lo faccio più mi accorgo di averli assolutamente sbarrati nella mia vita, e -peggio!- di starlo facendo ancora. per paura?! non lo so se sia questo il motivo dell'irrimediabile disfattismo che mi pervade, contro cui devo lottare ogni giorno, bisogno di estraniamento e scottante constatazione che questa sia semplicemente una condizione innata che alimenta se stessa, legata ad un incomprensibile "essere diversa" del quale non trovo le ragioni nè le conferme, eppure getta le basi del mio rapporto con chiunque, alto distante gelido eremo lucreziano o gotico baratro dalle dantesche immagini mostuose, contorte, confuse, soffocanti, in cui mi trovo. ma non voglio nè scendere nè salire, perchè non so dove sono, e non voglio indagarlo. nè allontanarmene. non è un brutto posto. sì, alle volte ne ho paura. ma è da sufficentemente lontano che si apprezza un quadro. semplicemente, il problema in simili casi risiede nella comunicazione. al momento in discoteca non mi è concessa. l'immagine non concede null'altro che irrazionalismo, e il mio bisogno razionalizzatore è più forte che mai: devo rimanere nei binari, è uno sforzo colossale. un po'meno colossale se volto dunque alla comunicazione: farlo da me stessa per me stessa era troppo, troppo gravoso. mi arrendo volentieri alla consapevolezza di non essere un personaggio letterario nè tantomeno tragico. la mia mente non è un libro, e, a differenza di un libro, necessita di essere letta. devo sbattere la testa, rompere il casco d'astronauta che mi aliena. devo farlo in tempo! adesso! carpe diem! quam MAXIMUM credula postero! February 25 resocontoprima settimana padovana trascorsa.
valutando le precedenti aspettative (inutile specificare che il mio io pratico prestava ben poca fede al mio vagheggiante io letterario di cui l'intervento di settimana scorsa), il mio io pratico -pur scrivendo, e quindi letterarizzandosi- si dichiara di sè alquanto soddisfatto. una programmatica progettazione dall'aria fascista di ogni singolo attimo dell'esistenza era quello cui puntava; un minuzioso, perfetto, ponderato sistema di corde e pesi, bilance e numeri per mantenere l'equilibrio. la matematica non perdona, è brutto doverci fare i conti. molto meglio stare dalla sua parte. tutto calcolato, automizzato. e sono sopravvissuta. la prima settimana positiva a padova. terra straniera trema! imbraccio le armi, il periodo di pace è terminato. voglioletteraturapoesiafilosofiaearte, con i pugni. nessuno che mi dica cosa fare? basta, scrivo la mia strada che so stia puntando in alto. punto di riferimento ancora nebuloso, ieri notte al buio non potevo chiudere gli occhi, precipitavo, ragnatele sulla faccia sul petto in bocca. non respiro! ragnatele sull'obiettivo. ma l'obiettivo C'E', quantunque risieda in gran parte nella mia mente. non sono cambiata poi così tanto. sempre eccesso si tratta. prima, ostinazione all'incomprensione, estrema sprezzante solitudine. polvere alla distruzione. ermo lucreziano. adesso pretese di espansione esterna, bisogno di gettare a mare le corde, conferma. cosa che mi sta procurando non poca confusione, i tentativi andati perduti potrebbero portare ad una cieca testardaggine. o cocente delusione. ma io sono testarda! quando arriverò all'equilibrio? e in che cosa consiste? non lo vedo! mifaimpazzireaaaahhhhhhhh!!
che avrebbe fatto giorgio aurispa se avesse realizzato che ippolita sanzio era veramente la donna della sua mente? no, non sarebbe precipitato.
trascendimi! February 19 thanksgiving dayriparto per padova, secondo semestre. semestre SERIO!
ora sono pronta. il ritardo mi è congenito, ingrano psicologicamente ma il cervello anticipa sempre gli atti.. stavolta è andato veramente un po'oltre (o sono gli atti che si sono fatti attendere sei mesi di troppo? mah! relativismo! heh).. nulla che adesso, calcificato nella sua presa di coscienza, io non possa scalpellare.
scultura "per via di togliere"! è l'estetica che grida. l'estetica di una nuova visione, sempre più chiara all'interno delle cipolle a strato. grazie per chi mi aiuta a sbucciarle: come diceva platone, siamo tutte mezze mele: mele o cipolle, più o meno siam lì no?! le mele si sbucciano una volta sola però (un po'troppo semplice!)
e allora: grazie a chi mi passa le canzoni su msn, a chi mi manda i testi scritti dietro gli scontrini della spesa, grazie per le mostre, ultima quella di ieri, war is over! if you want it.. grazie per i treni, per le notti bianche e le notti in bianco, magari davanti al fuoco, o le corse nei prati, i boschi le case le città. grazie per i libri, grazie per le telefonate e le email, anche per i sms. sì lo so, odio i computer odio i cellulari.. odio e amore verso questo assurdo sistema comunicativo umano basato sulle distanze, e non sull'intenzione. unico vero vincolo di trasmissione estetico!
basta farsi trascinare dagli altri, facciamoci trascinare e trasciniamo a nostra volta. è un dovere prendere a schiaffi chi dorme e mostrargli quello che ha davanti e non vede! dobbiamo vedere, altrimenti perchè avremmo il mondo davanti agli occhi? vogliamo cavarli e sostituirli con acciaio, diamanti? una lobotomia universale,
carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale
(subsonica, aurora sogna)
bisogna essere idioti per non voler vedere.
cazzo, due anni di filosofia cinica individualista ascetica e nichilista buttata al vento, nella piena consapevolezza rinascita e orgoglio di tutto questo. perchè mi sta succedendo proprio adesso? non capisco, non dipende da me. sono al cancello di una nuova strada, improvvisamente aperto. non sparate! POSSO entrare!!!
il pastorello dioniso provoca il riso del trascendente apollo?
titiro seguirà melibeo?
non prendo ancora la piena coscienza di tutto questo ma non voglio che finisca, along this way again and again, prima nella mente e ora nel mondo, e vado soldato della pace in terra straniera, responsabilità sulle spalle di me piccolo atlante ma non più tragico,
occulte mani che m'intridono
(i fiumi, ungaretti)
e adesso non tradirò mai la fiducia, perchè ne comprendo il significato.
la verità è per il singolo soltanto in quanto la produce nell'atto
(kierkegaard, il concetto dell'angoscia)
non è forse tempo di essere plasmati dagli atti?
vivere E' possibile
(baustelle, la guerra è finita)
e basta negare.
in quest'impagno c'è tutta me stessa. e domani parto.
i walk through the streets and memorize the city
i count every light until i reach the shore
sometimes i close my eyes and you're not very pretty
sometimes i can't believe i've had those thoughts
before
(the organ, memorize the city)
domani. oh, cazzo.
equilibrio! equilibrio! equilibrio! equilibrio! equilibrio! equilibrio!
sometimes i close my eyes
and hope that i can keep away
all the darkened skies
(the organ, memorize the city)
NEVER LEAVE ME.
scritto col sangue, l'ultimo sangue February 16 norton internet sicuritycredo che sia il momento opportuno perché io spieghi la funzione di questo blog. innanzitutto le circostanze hanno indicato da sé che questo è un tempo chiarificatore. me l’hanno detto tutti in faccia; l'ultima volta, al telefono. non si capisce che cosa mi passi per la testa. ma no, davvero?! vi piacerebbe leggere nella mente altrui? ecco uno spaccato di cosa vedreste.
allora prima di ogni cosa devo dire che sono stufa di giustificarmi, ne ho piene le palle di rendere conto alla gente del fatto che sono antipatica egocentrica e classista. ne ho la piena coscienza e non vedo chi altro che me stessa dovrebbe rimproverarmene visto che siamo delle piccole monadi leibniziane e chi non sa chi è leibniz può anche smettere di leggere. lo spiegherò solo alle persone cui mi interessa farlo. se delle altre non mi interessa nulla, semplicemente chiedo che se ne stiano nell'ombra in un angolo della mia visione sul mondo che è la più personale possibile, non perchè io abbia una visione ma semplicemente perchè mi sforzo di averla e l'impegno è un valore. come la sapienza, quantunque in questo mondo privo di valore non siano retribuiti. un altro valore è la lealtà e pur essendo il valore meno retribuito di tutti è il mio primo quindi se qualcuno ancora osa dirmi che le mie pare mentali sono un modo per mentire a me stessa e soprattutto agli altri, gli tiro un pugno. mai tirato un pugno in vita mia ad alcuno, ma se alle volte mi è capitato di mentire a me stessa senza rendermene conto, agli altri mai fatto. mi fa sentire già eccessivamente in colpa l'omettere le cose. di solito ometto comunque cose sgradevoli, o che non potrebbero che entrare in collisione con la verità effettiva di questo mondo insensibile e freddo, che io adoro. e proprio perchè lo adoro non voglio turbarlo. la considero una responsabilità. perchè io credo nelle responsabilità. spinoza e il vino ci possono far credere che siamo giustificati nel compiere ciò che non dovremmo. ma nè l'alcool nè la filosofia sono giustificazioni valide. la responsabilità ci vincola sempre. e non possiamo scegliere sempre la via più facile. occorre cercare di capire cosa fare o non fare, nessuno si astiene contemporaneamente dall'azione e dall'aporia, ed entrambe hanno un valore! fanculo a tutti quei relativisti nietzchiani che gettano la vita nel cesso. è la vita il valore. solo se ci si rende conto di questo è possibile accedere al dolce simposio della poesia: calici alzati allo spirito umano, e a quello divino, che nella poesia con esso si fonde. poesia come fusione di anime. questa è la forma di amore più alta tra gli uomini. in tutte le forme intese. e non è passione nè possesso. è superamento, concomitanza di filosofia e arte, raggiunto grazie all'obnubilamento mentale che posso ottenere come surrogato solamente in sostanze psicotrope, o privandomi dei ritmi circadiani. un'alterazione mentale. credo che il maggiore o minore allineamento di un singolo con la Sostanza Spirituale sia dovuta a sue peculiarità contingenti, empiriche. indotte o congenite. più vicina allo Spirito sono quando non dormo e non mangio. questo innesca la ragnatela di delirio nella quale talvolta sono invischiata. ma certo, essa viene sempre generata da motivi banali della vita di tutti i giorni. mica si sclera così per nulla. non è che uno si sveglia la mattina e dà di matto. per esempio, adesso mi trovo in uno stadio notevolmente degradato del karma, incazzata nera causa antivirus che mi sta per abbandonare, e non ci capisco niente in questo merda di computer, e odio il fatto che le conoscenze pratiche ci risultino necessarie per orientarci in questo mondo per godere del quale abbiamo così poco tempo, e la sua bellezza ci è sempre nascosta da mille veli di maya tecnologico-materiali. ma non sono certo pentita della mia laurea in lettere classiche che non prenderò mai, nè del mio continuo incaponirmi contro il così-vanno-le-cose. mai e poi mai rinuncerò a tutto questo. se tutto ciò che ho attorno va al contrario, mica penserò di essere io di essere storta. per il fatto che così-vado-io. è un dato accertato. dato dall'evidenza. anzi, vorrei che il divario si accentuasse ulteriormente, per averne sempre sotto gli occhi la conferma. avere le cose presenti all'esperienza è il miglior strumento di indagine. dopotutto, Noi non indaghiamo l'astratto. indaghiamo l'uomo. il resto fa all'uomo riferimento. a me, fa riferimento. nonostante io pensi di essere fatta di tutto ciò che mi circonda, so di per certo di essere diversa. è ovvio che la mia mente risponda a precisi stimoli esterni quando inizia a procedere su binari che sempre più si allontanano dal reale. ma non è un meccanismo che si possa disinnescare. spesso ne perdo il controllo. sempre. capita ch'io veda ogni cosa in maniera di minuto in minuto diversa, i concetti di spazio e tempo non hanno più valore. in una giornata avvenimenti di anni, e per settimane, il vuoto. ricordi che si accavallano e sovrappongono, volti, persone, pensieri dimenticati. significati cancellati e reinventati. e non capisco più cosa è vero, cosa un prodotto mentale. non capisco se esiste qualcosa di vero che non sia me stessa, perchè io non voglio esserlo. a volte sono terrorizzata, ho paura di rimanere intrappolata, chiusa nella mia mente. per sempre. addio spaziotempo kant-einsteniano, addio tutto. buio! e l'unica cosa di cui rimango in potere è la consapevolezza di tutto questo, e lo voglio. non riesco a rinnegarlo. perchè sono così. non capisco se ci sto male o bene. probabilmente i nostri concetti di male o bene non combaciano col male e il bene che esistono là, al di fuori. ed è quest'incongruenza che crea l'assurdità di ogni azione-aporia. eppure tutto E'. al di là delle sensazioni. che voglio mi attraversino, solchino, plasmino, rigenerino nuova ogni attimo. non sarò mai un'unica persona. io sono tante persone che non lottano, bensì convivono pacificamente, non di sterile rispetto, ma perchè ci credono veramente in quella volontà che le lega. io VOGLIO! addio, schopenhauer.
il mio testamento spirituale sarà il pieno congiungimento con la follia, e la sua ammissione. non vedo l'ora!
se non fosse che l'avete preteso, vi chiederei se siete soddisfatti. dopo le parole, il silenzio. finchè non avrò aggiornato l'antivirus. February 12 evenu shalom alejemviene il signore vestito di maestà
cinto di forza si ammanta di splendore
dov'è la retribuzione per il giusto? cos'è il guadagno della sapienza?
io non cerco il bene teoretico. non cerco un concetto per descrivere cosa sia il valore. ma ciò che è tale nella mia propria natura, una natura umana. un bene a misura d'uomo, dato da dio
esso consiste nel cercarlo, la volontà è il valore.
schopenhauer si era perso perchè non guidato dalla mano del signore.
dall'amore. tutto il resto è vanità, vanità delle vanità
vieni dal libano mia sposa
viani dal libano vieni
avrai per corona le vette dei monti
le alte cime dell'ermon
alleluja, alleluja, alleluja! February 10 niente artaud pare.non riesco ad afferrare con serietà un pensiero. QUANTO l'arte sia simbolico-rappresentativa e quanto in sè coinvogli intuizionalmente il messaggio di cui è portatrice. ovviamente non credo nell'arte unicamente intuitiva, come in quella unicamente razionale. le immagini immediate non sono arte. così come non lo è la filosofia. la poesia impressionista è una buona via di mezzo.
..in medio stat virtus! lo diceva il buon vecchio orazio! lo sto rivoltando parecchio in questo periodo, si tratta di interpretazioni. questa nuova visione si basa sul dato empirico. per questo è più confortante. comportarsi "normalmente" non è poi un'impostazione trascendente frutto di una cospirazione borghesotta. si sta meglio.
il punto è che veramente mi scazza comportarmi secondo la morale comune, biologica o sociale. non mi sento me stessa, o non vorrei sentimi. i don't belong here. si tratta di trovare un altro punto di equilibrio. il punto è: obbedendo o meno alle forme comuni di pensiero?
il mondo non deve rinnovarsi. basta reinterpretarlo.
equilibrio! February 09 qual è il tuo colore preferito?non ho un colore preferito. più che altro, mi stupiscono le associazioni di colori diversi.
come rispondere in un modo strabiliante ad una domanda talmente banale da appiattirti la giornata dalle più alte vette in cui ti stavi proiettando, e scagliare a distanza l'elemento di disturbo impregnato della sua piatta monocronia dalla quale non si rialzerà mai più. mai più.
con cosa potrei amplificare le connessioni sensitive? droga?!
lucy in the sky with diamonds! need some figurative art.
allora sabato ci andiamo da artaud o cosa??? February 08 glass onion (beatles)sì, in effetti dopo tre giorni in cui non mangiavo nè dormivo era ovvio avere un po' di mal di testa. e avevo il terrore di rimanerci rinchiusa. ogni tanto mi capita. è dovuto ad un meccanismo ormai consolidato, cui obbedisco come ad un clichè: penso troppo- mi invento le cose- subisco una conferma contraria a quello che credo da parte degli eventi- non ci capisco più un cazzo- mi ci arrovello- non mangio nè dormo- sclero- capisco ancor meno- agisco contrariamente a quello che vorrei credendo di doverlo fare- ci penso- vorrei che gli eventi non mi avessero contraddetta- impossibile, visto che il mio senso del dovere si era basato su cose che mi ero solamente immaginata- quando lo capisco, faccio ciò che credo di aver veramente voluto fare- sono nuovamente contraddetta- non posso più nè agire nè non farlo- non capisco nemmeo me stessa- il senso tragico mi sopprime- mi sento un piccolo edipo- e la colpa rimane l'unica sensazione percepibile. alchè, per controbatterla con le sue stesse armi, faccio qualcosa di dannoso. tipo fumare una sigaretta e dimenticare tutto. ho fumato una sigaretta. da non so che stati d'incoscienza in cui mi aveva trascinato il fumo sulle sinapsi sconnesse della mia mente, dopo un mese in cui non toccavo tabacco, ho visto come attraverso un sogno la verità. flash. come se il mondo fosse una rivelazione a cipolla. di strato in strato, una copertura, svelata la quale rivaluti tutto. facciamo che ci siano mille miliardi di strati. tutte le volte che ne accantono uno è un'epifania! ma non credo ci sia un centro-cipolla raggiungibile. troppe ovvietà, non rispetterebbe l'eterno principio entropico che governa il mondo. mi viene in mente aurora sogna (subsonica). senza più mangiare, senza più dormire, ciò che rimane di vivo, di percepibile, è un sogno. che sono le nostre sensazioni. ma ora non ne provo. l'unica cosa una strana chiarezza, lucidità razionale, che fatico a rendere mia. apatica. sterile. è mia? basta volerla perchè sia tale? tornerò a mangiare, e dormire. mi piace complicare le cose, altrimenti non lo farei, io credo. ma dopo un po' non reggo più il gioco. perchè entrano in gioco i giochi degli altri con cui giocavo. e invece ho bisogno di capire. let it be (beatles). February 05 aaaaaaaah mi scoppia la testaaria! non respiro! non richiudetemi vi prego. aiuto! cazzo! non un'altra volta. basta non ci voglio più tornare là dentro. soffoco. impazzisco. chiudono le sbarre e rimango chiusa. dentro di me. ancora. non spezzerò mai i catenacci. sono fottuta! CAZZO February 03 cowboy gaynon dormo più. ieri notte, anzichè tormentarmi inconsciamente nella stretta del sudario, stavo vedendo brokeback mountain. un'ennesima conferma della mia mancanza di sensibilità. tutto già visto, arido, abitudinario. nulla riesce a trovare radici in me. due ragazzi dall'animo opposto, i due differenti aspetti del nostro io. la dicotomia aristotelica tra atto e potenza. l'uno appartiene traslucidamente all'attimo presente, non guarda indietro nè avanti, si fa possedere dal mondo ma non lo possiede. distaccato, vorrebbe non soffrire nè amare, ma il nulla è peggio. e rimane in vita, la sua condanna. ironia. l'altro, speranza e ricordo, vita e amore, passato e futuro, muore. questo perchè ha vissuto. e amato.
e adesso il fatto che mi sia ovvio vedere che il primo cowboy sia quello che sono obbligata ad essere, non ti rende abbastanza ovvio che la parte mancante -ciò che vorrei essere, con perfetta rispondenza simbolica di nomi, di numeri- la veda in te?
e tutto è già visto, distante, senza nome, nè numero. è constatazione, non ne faccio parte. polvere alla polvere. perfetta rispondenza. ne prendo ATTO.
ah, ah |
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