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March 28 love will tear us apartgridi nel sonno tutti i miei errori che ho rivelato e c'è un sapore nella mia bocca quando la disperazione prende il sopravvento quel qualcosa di così bello proprio non può più funzionare allora l'amore, l'amore ci strazierà ancora March 20 precipitò nel mare cavallo e cavalierequesto breve scritto vuol essere un testamento biologico, perchè non vi siano remore quando alla fine verrà il tempo di premere il grilletto, e io non ne sarò capace.
non so sciogliere le tappe della mia vita in un percorso coerente. mi limito a riportarle, così come mi limito alla costatazione dei fatti che oggi mi circondano, senza che siano miei se non nell'atto di essere pensati.
di quando ero piccola ricordo più di tutto un profondo isolamento dai miei simili. non ero una fanciullina felice. eppure permane nostalgia di una consapevolezza minore.
ebbi una cresicita cruda, pari allo sradicamento di pascoli dal nido, fino alle scuole medie. rifiuto totale di una partecipazione che mi ripromettevo di ritrovare da grande, pari al mio rifiuto per il mondo dei grandi.
il liceo mi cambiò. me ne stupii entusiasticamente. trovai nella filosofia e nel sapere, nella salda amicizia del paggio marciano, nella letteratura e negl'intrecci umani un senso per vivere, proiettata con timore ma con decisione verso un futuro che mi ripromettevo grande. studiavo con passione, avevo voti alti senza desiderarli, trovavo rispecchiamenti filosofici della teoria nel reale senza fingere. ho avuto più donne di quanto mi meritassi, più amici di quanto meritassero. era bello.
ma ero inquieta pur anco in questa fase che ricordo come la più salda. la ricerca di un senso profondo mi impegnava tutta. tentai la pratica dell'inconsapevolezza volontaria, senza dubbio il modus vivendi che mi sia stato più funzionale. fallii.
il primo anno di università fu l'anno del cambiamento. divenni feuerbachiana. tutto doveva cambiare se volevo cambiare. e adesso era il tempo di diventare grande. trovai interesse nell'arte e nella musica che rifiutavo come elementi irrazionalizzanti. tutto perdeva di significato razionale. io ero le cose, le cose erano me. c'è chi la vita la vive e chi la scrive: io la scrivevo, ascoltando i radiohead.
è stato difficile a padova. ho studiato con fatica. ho disconosciuto chi mi circondava.
dopo la bosnia- dopo parigi, emblemi opposti, di una pari mia impotenza, ho perso tutto e tutti. sono fuggita.
tornata a brescia ho intrapreso la strada che mi avrebbe curato. quella del bene. ho coltivato la musa e l'ingegno; diana e afrodite. ho legato la mia persona a quella che ho ritenuto la migliore, cedendole la mia libertà. ho viaggiato e ho veduto, e instaurato rapporti di cortesia. mi sono preparata ad un'esistenza buona e mediocre
il niente da distinguere
finchè poi non sai più cosa sentire
pensi di avere un credo
poi lo adatti a quello che sei
sulle labbra un vertice irraggiungibile, e sotto i piedi un abisso divorante. ho perso l'identità.
io non sono quella che sono adesso. è una fase obbligata -la mia primavera è un incubo- una maschera. sotto non so più cosa ci sia. non amo più nessuna delle cose di cui sono fatta, ma ormai io sono loro. mi hanno fottuto
da loro sono trascinata incessantemente senza alzare la testa March 16 commento al commento (mi sento già filologa)NO. A non può farsela sia con B che con C perchè è stato da me empiricamente provato che non regge. i menage a trois esistono solo nel sesso (questo deve ancora da me essere empiricamente testato).
presto A fuggirà con Z
e le cose in superficie non sono semplici: anche la teoria dell'inconsapevolezza volontaria è data per empiricamente fallita.
nel loro profondo le cose si avvicinano agli elementi elementari; il mare è uniforme e nero e compatto ma ancora donatore di una gradevole fluttuanza, la quale ci trascina verso luoghi indefinibili dell'animo senza un sopra un sotto ed un aldilà.
come nella notte nera di nietzche: ma qui il dio che rimane è l'intuizione pura e semplice, ed è la sua corrente che in modo anonimo -da parte sua e nostra- agisce sull'io allo stato puro e governa pertanto quel minimo di libero arbitrio che possiamo fingere di avere solo con la testa fuori dall'acqua. sotto la superficie non si può parlare.
esempio di unione sincretica di superficie e fondo:
odi et amo, quare id faciam
fortasse requiris: nescio, sed fieri sentio
et excrucior.
ora, alla faccia dell'analisi callimachea del labor limae della matita HB e dell'apollo crisoelefantino,
alla facciaccia loro:
questo è nel profondo, ed espresso con parole e forma. una mediazione.
anche la musica: le note, forma, sono veicolo del profondo.
cioè. cazzo, è la prima volta che catullo è davvero una pietra che mi affonda.
March 15 you drive me crazyse A=B e B=C allora B può andare a farsi fottere perchè A se la farà con C.
oh la teoria della sostituzione inizia a scoglionarmi!
tutti lo sanno che nel loro profondo gli uomini sono uguali.
ma fuori non sono affatto uguali a C; e la realtà è fenomenologica
capito?
BRITNEY SHEARS!!!!!!!!
bozzi-bazzettitanto per chiarire, confermo la perdurante incertezza riguardo al ritorno delle mie facoltà.
ci sono sprazzi, questo sì; le crocchette, britney spears, un ritorno di fiamma del paggio bazzettiano.
tuttavia non so bene come riplasmare tutto questo. però vorrei essere più contingente nella mia vita futura, questo sì.
siccome sono anti-wittengsteniana ammetterò senza fatica che la parola CONTINGENTE ha ben poco a che fare con la sua comune accezione, essendo completamente stravolta per un significato mio proprio
il vecchio terpandro ha definito in tre parole l'ideale di sparta:
la Forza, la Giustizia, le Muse.
la Forza stava alla base, senza la sua stabilità non v'è Giustizia.
ma la forza e la giustizia non sono che uno strumento duttile nelle mani delle Muse. |
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