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    March 31

    Dilettuoso spunto nella patristica.

     

    Signori! La divagazione teologica si fa sempre più profonda e come piaga scava i tortuosi meandri del cerebro susciatando malsano divertimento e piacevole autocompiacimento retorico.

    Per insistere il versorio nel solco gravido di semi, che non germinino prima di mescolare tutta la loro sostanza franta insieme nella troppo matura terra, vi proporrò stasera l’atavico quesito, ed ad esso mi risponderò da sola in manere pirotecniche:

     

    Il corpo risorto è entità di corpo o di spirito?

     

    Signori! Capite bene tutti quante occasioni di illazioni fantastiche porga questa domanda. Ma noi non ci faremo traviare! Saremo analitici, anzi oserei dire fenomenologici e non saremo ingannati da questa seppur allettante occasione di devianze mentali. Infatti cosa farebbe a questo punto uno studioso da quattro soldi, un filosofo emo qualsiasi con la sua cintura di borchie colorate comprata per tre euro al mercato? Scoterebbe con mossa felina la sua chioma spelacchiata dalla fronte brufolosa ed attaccherebbe un prevedibile discorso cartesiano, parlando di dualismi, di ghiandole pineali ed arrivando a stabilire la fusione di divinità e uomo in Cartesio, nuovo Gesù Cristo. Tutto ciò è foriero di divertimento in quanto presenta notevoli occasioni di sillogismo aristotelico, e tra questi dei salti logici impercettibili al profano ma che portano il retore scafato a poter affermare con sicurtà di logica delle assurdità, il che è spassoso. Ecco, ecco la differenza che separa la plebe dagli eletti, i quali analizzano per primi gli strumenti di cui servirsi, per non essere dai propri mezzi tratti in inganno. Ed infatti! Se inquadriamo storicamente la domanda, non possiamo far altro che attribuirla a quegl’insuperabili maestri di onanismo mentale che furono i benemeriti patristi. Ed essi non hanno proprio nulla ad invidiare all’amico Cartesio. Infatti, quando egli vagheggiava l’entità scientifico-trascendentale della pinealità, non lasciava ad essa la multiforme gioia che ci recano gli esseri intermediari tra materia e forma nella mentalità medioplatonica della patristica tra terzo e quarto secolo!! Infatti perché accontentarsi di una banale dicotomia con degli scialbi tentativi di collaborazione tra gli opposti, quando si può isitituire un regime filosofico tricotomico? Poffare, mai accontentarsi! Ed infatti i gradi di dilatazione che prevede la tricotomia tra mondo visibile e mondo invisibile sono tanti quanti ciascun ne voglia! Nessuno reclami gradi di dilatazione senza averne, qui sono distribuiti con generosità perversa. Infatti cosa potremmo meglio collocare nei vari cieli aristotelici, procedenti circoncentricamente dal sensibile al trascendente, che creature sempre più divine man mano che ci si allontana dalla terra? Cosa di più ovvio che queste semidivinità, forma innata di eroi, preesistenti efflati del sovrasensibile in forma superiore a quella umana, ma dotati della materialità del corpo. Statico paradiso bizantino di eterna irraggiunta tensione al trascendente. Insomma per chiuderla in breve immagineremo simili repliche del messia, il quale disceso attraverso questa varietà di cieli, più scendeva più perdeva di trascendente fino a farsi uomo. Ma una volta risorto che accadde, vi chiederete, signori, dopo aver placidamente accertato che, se ci volle una vita di studi da parte di Origene per inserire il cristianesimo all’interno della visono mediaoplatonica, voi non avete intenzione di perdere altrettanto tempo ed acconsentirete pertanto ad assentire ad ogni mia affermazione sino a questo punto? Ebbene, poteva semplicemente il Cristo accontentarsi di ripercorrere i cieli verso l’alto, come se nulla fosse successo? E aver fatto tutta quella fatica per nulla? La croce e simili altre sgradevolezze? Dunque, cosa poteva inventarsi di nuovo in cui trasformarsi, visto che già nella neoteolologia esistevano una quantità innumerevole di esseri più o meno divini ed umani insieme? Signori, felice di avervi traghettati sin qui nella comprensione della più alta materia dell’universo, io cedo ora il ragionamento ad un grande uomo, che seguendo le orme del sollazzoso Porfirio, ermeneutizzò allegoricamente la Scrittura giungendo in fin di vita alla comprensione della verità che Dio attraverso di essa gli ispirò. E qui, in conclusione, cito le grandi parole del maestro Origene, sia pace all’anima sua e alla mia: i corpi risorti sono delle super palle luminescenti, perché non abbiano né forma né tempo, ma siano energia, ed in quanto tale non possano rompersi le palle in una statica beatitudine eterna. E notate la sottigliezza allegorica.

     

    Questa è stata una serata inutile. O Norman! Dove siete? Senza di voi il mio efflato oratorio langue in se stesso.

    March 28

    teologia: la branca filosofica più appassionante.

     

    Fare il bene è una scelta di vita che è difficle da abbandonare. Pur inconsciamente obbedendo alla propria natura umana così voluta da Dio, si è felici. Dio vuole sempre la nostra felicità. Perciò, incominciata seppur per caso questa strada, molti giungono a lui senza nemmeno sapere di stare essa percorrendo, perché difficile è abbandonare una via di gioia se intorno ad essa scorgiamo solo rovi.

    Tuttavia bisogna riconoscere che, essendo Satana molto subdolo, una volta intrapresa la scelta del peccato, senza farcene accorgergere egli ci trascina sempre più verso il fondo, poiché indurisce i nostri cuori e li incatena al male. Una volta che si cede ad esso è impossibile riscattarsi in futuro, perché egli ci toglie prima le forze di farlo e poi la volontà, riducendoci a degli aberranti mostri senecani che macerano voluttuosamente sotto i denti schiumanti di sangue le carni calde dei Pelopidi.

    Ebbene, a logica da ciò si deduce come regola generale che

     

    L’UOMO E’UN ANIMALE ABITUDINARIO.

     

    D’altronde -come dicono gli Scientology- Xenu, cattivone spaziale, venticinque milioni di anni fa scaricò sulla terra dei barili galattici contenenti ogni male di sorta, sofferenze, ribalderie e perversioni sessuali (soprattutto le perversioni).

     

    [La comprensione del divino si rivela più divertente del previsto, perciò come nuovo passatempo ne complicherò ulteriormente il quadro].

    March 23

    Bianconiglio pasquale!

     
    Ma se uno ama disinteressatamente per avere in cambio la felicità eterna, che razza di gratuità è?!
    Allora solo Dio ama gratis (et amore Dei), perchè, come ha detto il prete alla veglia di Pasqua, è superbuono. Ed ha una particolare predilezione per i peccatori. E' a causa di questa comune tendenza che ci piacciamo.
     
    La comprensione di Dio mi crea così tanti intoppi. Non ho più l'agilità intellettuale di una volta.
    Una volta costruire babeliche strutture e decorarle con arabeschi mai stancanti era più... naturale.
     
    (p.s. grazie Gesù perchè hai creato le fabbriche abbandonate).
    March 05

    Always Now

     

    Non ci si sofferma ad osservare attentamente le forme nelle nuvole, perché esse sono effimere.

    Viviamo nel giorno e pensiamo all’eterno.

     

    Penserò ef emeran quando imparerò a lasciarne un segno che duri più di un giorno.

    March 04

    Ma Leopardi era emo?!!

     
    RERUM CONCERTI FRAGMENTA
     
     
    PERSONAGGI
     
    Robert Smith
    Irene
     
     
    PROLOGO
     
    RO:  So, do you believe in God?
     
    IR:   Mh. Yeah, i do believe. 
            By the way, do you believe in love?
     
    RO:  I don't.
     
     
    EPILOGO
     
    [...]
     
     
    QUESTA E' LA TRAGEDIA, SIGNORI.