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    September 18

    you: loser, mario bros!

     
    muahahahah
    sghignazzo perchè il mio blog è proprio quello di un'emo in crisi adolescenziale.
    povero, non lo scrivo mai e ci piccio sù solo estratti cinoculturalpostmodernoradicalchic degni di un baudelaire liceale.
     
    ma resisterà. non è un myspace, di quelli che nascono e crollano facilmente come gli imperii del cuore umano.
    và, tolgo le foto di atene, optatissima prossima patria, e adiacio, per rimembrare i trastulli mentali trascorsi, quelle del suo muso ispiratore e personaggio consanguineo. il caro individuo biondiccio e assolutamente guittoniano è quel norman che raccoglie nel suo nome illaziosissimi concetti sparsi, nozioni poco concetturabili e fogli della disassemblata rubrica della mia memoria. oh sì egli è proprio caro.
    che cosa strana. l'esistenza del blog mi ha permesso di abituarmi alla possibilità di una comunicazione con i personaggi letterari che abitano la mia mente, primo dei quali l'anno scorso un quadratino con un'immaginetta scialba di beck.         
    io scrittrice di me stessa e lui personaggio scritto e scrittore, riscritto dalla mia mente in cui letterariopersonanaggiavamo scrivendo.
    beLLo. un po'come mi verrebbe di uscire in piazza a padova con la santacroce a prendere uno spritz.
    mi sono data alla letteratura emo e faccio anche le foto dall'alto. ireneburning
     
    ho sonno. vorrei tanto adagiarmi nella bambagia fumosa e disassatamente bergsoniana di tutto questo, ma al momento la materia grigia grida vendetta, cruda e sanguinolenta, straziata da centiania di date.
    tra otto ore ho l'esame con canova............eeeeeeeeeeeee.......... sto bevendo del punch dopo mezzanotte.
     
    lalalalalallalààà
    dire cose che acquisiscono senso parziale solamente per me stessa è estremamente gratificante per il mio autismo.
    che palle speriamo bene per domani. questa storia che nella vita bisogna laurearsi e trovare la propria strada mi sta stressando. 
    è disarmante.
     
    September 15

    Wim Wenders 1984

     
    "il tempo guarirà tutto.
    ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
    come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
    mi mancherà.
    è buffo, non sento
    niente. è la fine e non sento niente.
    devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento
    niente. come se il dolore non avesse un passato!
    tutta la gente che ho conosciuto, che resta e resterà nella mia
    memoria, finisce sempre
    quando sta per cominciare.
    era troppo bello per essere vero. finalmente fuori, in città....
    chi sono io? chi sono diventata?
    la maggior parte del tempo sono
    troppo cosciente per essere triste. ho aspettato
    un'eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa
    (poi sono andata all'estero).
    qualcuno che dicesse
    'oggi
    ti amo tanto'. come sarebbe bello.
    devo solo alzare la testa. una donna sola, potentemente
    sola.
    è tutto così vuoto, slegato. il vuoto,
    l'angoscia, angoscia, angoscia, angoscia.
    chi sei, tu? non lo so più".
     
     
     
    [sì. è magnifico vivere di solo spirito, testimoniando alla gente ciò che è spirituale. ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa. e allora non vorrei più fluttuare così, in eterno, vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levasse quest'infinitezza, legandomi in qualche modo alla terra. vorrei poter dire ora. e ora. e ora].
     
     
     
    è questo il fuoco nascosto che mi consuma: tuttavia conosco di essere vincolata alla terra, ed è la terra che crea queste parole, le impedisce nella gola e qui le scrive, come sottotitolo al dispiegarsi della mia -sua- eterna esistenza.
     
    vulnus alit venis et caeco carpimur igni
     
                                             
     
    [ogni volta che noi abbiamo fatto qualcosa, era solo per finta].